Il controllo non è una tassa
È l’unico paio di occhi esterni che la tua azienda avrà mai. Conviene sceglierli prima di essere obbligati a subirli.
Quando diventa obbligatorio
L’art. 2477 del Codice civile obbliga la srl a nominare un organo di controllo o un revisore quando redige il bilancio consolidato, quando controlla una società a sua volta soggetta a revisione legale, oppure quando per due esercizi consecutivi supera almeno uno di questi limiti:
- 4 milioni di euro di attivo dello stato patrimoniale;
- 4 milioni di euro di ricavi delle vendite e delle prestazioni;
- 20 dipendenti occupati in media durante l’esercizio.
Basta uno solo dei tre. E l’obbligo cessa soltanto quando per tre esercizi consecutivi non se ne supera nessuno. La nomina spetta all’assemblea che approva il bilancio da cui risulta il superamento: se te ne accorgi dopo, sei già in ritardo.
Non solo le soglie
C’è tutta una categoria di imprese che ha bisogno di un revisore per ragioni che con l’art. 2477 c.c. non c’entrano niente.
- Le PMI innovative. Fra i requisiti per iscriversi e restare iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese c’è la certificazione dell’ultimo bilancio — e dell’eventuale consolidato — redatta da un revisore contabile o da una società di revisione (art. 4 co. 1 lett. b del d.l. 3/2015). Qui non si rischia una sanzione: si perdono le agevolazioni.
- Le start-up che raccolgono capitali. Un investitore che entra chiede numeri verificati da qualcuno che non sia l’amministratore, e molti bandi e strumenti agevolativi lo pretendono a monte.
- Chi entra in una filiera o in una gara. Gruppi e stazioni appaltanti chiedono sempre più spesso un bilancio revisionato al fornitore che vogliono qualificare.
Certificazioni e attestazioni contabili
C’è poi una famiglia di lavori che sta fra la revisione e la consulenza, e che serve a molte imprese senza che lo sappiano: la certificazione contabile delle spese su cui si calcolano i crediti d’imposta — ricerca e sviluppo, innovazione, transizione 4.0 e 5.0, formazione.
L’effettivo sostenimento delle spese va documentato con una certificazione rilasciata da un revisore legale: le imprese che un revisore già ce l’hanno si rivolgono a lui, le altre devono cercarlo. È documentazione che si costruisce mentre le spese si sostengono, non che si ricostruisce due anni dopo quando arriva la richiesta di chiarimenti. È esattamente lì che si decide se un credito regge o no.
Cosa fa davvero un organo di controllo
Molto più che firmare. Il collegio sindacale vigila sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e — dice testualmente l’art. 2403 c.c. — sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento. Cioè esattamente ciò che oggi tiene sveglio un amministratore.
Il revisore legale fa una cosa diversa e complementare: verifica che il bilancio rappresenti in modo veritiero e corretto la situazione della società. Serve a chi quel bilancio lo legge da fuori — banche, soci di minoranza, potenziali acquirenti, controparti in una gara.
Perché sceglierlo prima di doverlo fare
Un’impresa che cresce arriva alle soglie senza accorgersene, e allora la nomina si fa di corsa, sul primo nome disponibile, in un’assemblea che ha altro da approvare. Chi ci arriva preparato sceglie una persona che conosce già l’azienda, e trasforma un adempimento in un presidio.
C’è poi la revisione volontaria, per chi sta sotto le soglie: la chiedono le banche prima di un affidamento importante, i fondi prima di entrare, i gruppi prima di prendere un fornitore in filiera. Costa una frazione di quello che vale in credibilità.
Cosa non posso fare
E vale la pena dirlo prima, perché è il modo in cui si riconosce un controllo serio: dove sono revisore o sindaco non posso essere anche la consulente che costruisce ciò che poi devo vigilare. L’indipendenza non è una formalità e non si aggiusta cambiando la società che emette la fattura. Se lavoriamo già insieme su altro, ne parliamo prima: a volte la risposta giusta è che l’incarico lo prenda un collega.
Come si comincia
Con un primo incontro e l’ultimo bilancio. Se sei sopra soglia si vede in dieci minuti, e da quando pure. Tutto il resto — se ti serve un sindaco, un revisore o entrambi, e che cosa comporta davvero — lo decidiamo dopo aver guardato le carte con calma.
Incarichi che assumo
- Sindaco unico
- Membro di collegio sindacale
- Presidente di collegio sindacale
- Revisore legale, obbligatorio e volontario
- Certificazione contabile delle spese per i crediti d’imposta
- Componente di Organismo di Vigilanza
- Revisore della sostenibilità
Sostenibilità
Dopo la revisione delle soglie europee l’obbligo di rendicontazione riguarda pochissime imprese. Ma le richieste continuano ad arrivare dalle filiere e dalle banche: chi sta sotto i 1.000 dipendenti può rifiutare le domande che vanno oltre lo standard volontario VSME. Sapere cosa si è tenuti a rispondere vale quanto saper rispondere.
